Sarah Lucas, Ace in the hole, 1998, quattro conigliette (kapok, filo, calzamaglie, calze, morsetti, quattro sedie), tavolo da gioco, dimensioni variabili, Sadie Coles HQ, Londra.

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Un esperimento intrigante è quello di guardare alle immagini senza averne alcuna nozione. Può portare a fermarsi, a riflettere, a osservare, in modo spontaneo. Se gli si dedica tempo, i dettagli si fanno evidenti e acquistano significato, può persino succedere di riconoscervi tracciati della propria quotidianità, vita. Quando questo avviene tra più persone può nascerne un discorso.

Sei sono state le immagini scelte per indagare figure di donne diverse per epoca e provenienza, per estrazione sociale e carattere. Tredici le donne presenti. Sei i momenti di riflessione collettiva (sotto a ogni immagine qualche estratto dei ragionamenti) cui, a conclusione, sono seguiti altrettanti momenti di “rivelazione” delle opere e dei loro autori (cliccando sulle immagini alcune brevi note esplicative sulle stesse).

pitture rupestri Tassili

E’ una donna con suo figlio al seguito. Forse ha i pantaloni no, forse è nuda e quelle sono decorazioni. Sembra scomoda in quella posizione. Quelle che le pendono dalle braccia potrebbero essere buste della spesa o forse sono decorazioni, pendagli, e lei sta ruotando su sé stessa. Ha decorazioni anche al collo e sulla testa, decorazioni simili alle nostre. Il figlio dietro sembra avere un avambraccio molto gonfio. Lui non è decorato, forse perché troppo giovane. Forse lei è qualcuno di importante. Ad esser nudi così si può provare imbarazzo. Certo, questo dipende dalla società in cui vivi e forse in quella della donna si sarebbe provato imbarazzo ad esser vestiti. Sembra un dipinto rupestre, preistorico. Forse è in Africa.

Forse è greca sì, una kore, una giovane fanciulla. Ha gli orecchini, come noi. In testa potrebbe avere una sorta di retina, di quelle che bombavano i capelli negli anni ’50-’60 del ‘900. Ha un bel sorriso, arcaico.

Del retro, così liscio e spoglio, si può supporre che non fosse a vista.

Lei è importante, si vede. Lei è la più importante tra le altre. E’ un mosaico. E’ Teodora? Le mani delle donne al seguito sembrano indicare qualcosa. Di sicuro loro sono di rango inferiore, si vede dai vestiti. E’ bidimensionale.

E’ una Madonna. E’ molto semplice, una donna comune. La sua divinità è data dall’uso del colore, dall’uso dell’oro di cui è rivestita. E’ in legno dipinto?

Non è bella. Ha un’aria stravagante, eccentrica. Sembra la direttrice di un postribolo. E’ Goya!

Anche il cane ha un fiocco, e non è molto bello. Si chiama Maria Teresa…

La posizione della mano è autoritaria, come se comandasse qualcosa a qualcuno. Sembra una persona di potere.

A me fa arrabbiare, sembra che la donna debba esser disponibile e senza testa che debba essere passiva. Forse anche l’artista è arrabbiata sì. Provoca. E’ un’immagine dura, che comunica sofferenza ma anche ironia. E’ ambigua.

Nella ricerca delle immagini qui sopra si è reso evidente un limite, quello determinato da una formazione eurocentrica che scarsamente conosce arte ed artisti di diversa provenienza. A colmare tale lacuna si è chiesto il diretto intervento di tutte le partecipanti. Le dinamiche di fruizione restano le stesse.  Questa la loro scelta:

Si tratta di una donna. Ha un costume da ricamo, non può parlare. Sembra la parte non completata di un ricamo. E’ in divisa da lavoro, quella di un ospedale o di una galera perché ha un numero. Ha un fiore in bocca o un fazzoletto per impedirle di parlare. Non ha un’espressione di gioia; ha le guance tirate; è giovane. Sembra che la sua immagine stia in un supporto per cucire, è un oggetto casalingo. E’ un’immagine forte. Sembra un telaio da ricamo. E’ un personaggio importante. L’artista usa questo oggetto perché simboleggia la schiavitù, come se fosse uno specchio della donna, e infatti il numero è girato. Mi comunica una brutta sensazione, di sofferenza, è come se non potesse uscire fuori, fosse costretta dentro quel perimetro. Ha un’espressione consapevole ma c’è qualcosa che le impedisce di uscire. Ovunque tu vada ti guarda; parla con gli occhi. L’artista è donna, la bocca della donna è nera perché c’è un buco nero e se si aprisse ci sarebbe un universo che uscirebbe, come una valanga. L’opera è fatta su tessuto.

La donna ha uno sguardo languido, è nostalgica. E’ tra la sofferenza e l’assenza. E’ un’immagine del passato. E’ pensierosa. E’ languida. E’ recente, del ‘900. Non esprime molto le emozioni, è contenuta. Sembra una foto colta di sorpresa. E’ molto femminile, i capelli sono mossi. Sembra non molto recente: c’è un orecchino e anche i capelli si vedono: ora invece le donne musulmane si coprono di più. Sembra indossare abiti di festa. Gli abiti non le fanno esprimere i sentimenti. Ha un bell’abbigliamento, sontuoso. Si copre il collo. Sembra una pittura a olio. E’ una donna giovane. Ha un viso comune. Lo sguardo è fortissimo, diretto. E’ triste, forse non è contenta del lavoro. Sta pensando. Sta cercando qualcosa; ma non riesce a esprimere quello che prova, nonostante sia benestante. C’è qualcosa che le manca.

Lei sta pensando, ha una bellissima pettinatura. Deve avere un ruolo, è raffinata. Deve essere della fine ‘800, primi ‘900. Ha un volto fiero e tenace, risoluto, ci mette la testa. Sembra una fotografia. Tiene un libro. E’ una donna importante, dell’epoca vittoriana. E’ bella (fiocchi), ha cultura. Ha il volto serio. Dietro c’è una sedia alta. C’è della nebbia, la natura. Forse si trova nel terrazzo o in una stanza affrescata: i fotografi di un tempo nell’America latina avevano un salottino di posa. Sembra ricca. Non è sottomessa. Comanda. Non piange. Ha le spalle cadenti, non è così autorevole.

Quello è suo marito. Il monociglio è parte della cultura del Messico? Penso sia una scelta sua, è strano per una donna averlo. La bellezza esteriore non basta, c'è una bellezza che va oltre...E' una donna che somiglia a un uomo. Il marito è in fronte, non a caso...Fronte, lì avvengono le connessioni più importanti...Lui è causa di dolore, ma lo amo così. Si sono lasciati, anche per lunghi periodi. E' l'uomo che ha segnato la sua vita. La parte frontale distingue gli animali dagli uomini. La memoria. Quelle sopra la testa sembrano radici o vene o il sistema circolatorio che esce dalla testa. Sembrano la ramificazione della sua vita a partire dal marito.

Una donna tranquilla, una cantante, un'attrice. Sta bene. E' molto giovane. Sembra una ragazzina. Sembra la tua mamma. Non è viva. E' degli anni '70. Anche la pettinatura è vecchia. Donna di un tempo, sobria, curata. Molto pacata, almeno in apparenza.Ha un'espressione forte. SEmbra una foto degli anni '60, '70, '80, '90 o prima?

Ha gli occhi chiari. E' qualcuno della tua famiglia? Ti assomiglia molto, per questo pensavo a tua mamma.

E' una diva? Con quegli occhiali sembra qualcuno in vacanza. Un telegiornale? Un'intervista? Forse sono gli anni '90, forse anche prima. Ha bouganville dietro? E che cos'ha al collo?

E' tosta, è una somala? Di una classe alta. Non porta il velo, è tutta "sbracciata", moderna. E' femminile ma anche maschile. Sembra la mamma di Shukri!