Sarah Lucas, Ace in the hole, 1998, 4 sedie, kapok, filo, calzamaglie, calze, morsetti, tavolo da gioco, dimensioni variabili, Sadie Coles HQ, Londra.

Nata nel 1962 a Londra, città in cui ancora vive e lavora, Sarah Lucas riceve grande attenzione fin dai primi anni ’90 e diventa una delle più importanti artiste della Young British Art. Con scandali e turbamenti di parte del pubblico, fu la mostra Sensation alla Royal Academy of Art a farla “decollare”. E’ proprio in quegli anni, forse per non perdere il contatto con la sua realtà, che si rimise a fare la barista. Tutt’oggi preferisce vivere in quartieri popolari.

Usa immagini iconiche, derivate però dalla cultura popolare e dalla fantasia, nei suoi lavori così compaiono spesso genitali, cibo, sigarette e, più in generale, elementi di vita quotidiana.

Femminista irriverente Sarah Lucas legge il mondo con ironia, attraverso una lente arguta e dissacrante, al tempo scanzonata e tragica. Il corpo è al centro dei suoi lavori, è dissacrato, evocato, smembrato. Una narrazione ibrida e inquieta la sua, in cui umorismo è serietà convivono.

 

Nell’installazione qui a fianco le 4 figure, esauste, siedono in una posizione sensuale ma, sono senza testa come “assenti mentalmente”. Pigre e isolate ma non passive, sembrano negarsi poiché “già andate”. I materiali usati sono quelli del quotidiano, comuni, morbidi, affatto eroici, così come le 4 figure sedute.

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