Bruna Esposito, ritratto con vista

La crescente femminilizzazione delle migrazioni a fronte dell'altrettanto crescente chiusura da parte dei paesi di accoglienza, rende la questione dell'integrazione delle donne straniere particolarmente urgente.

Di fronte alla retorica dello scontro di civiltà, dove le donne straniere figurano generalmente nella veste di vittime o di minaccia, e al rischio connesso di una escalation di esclusione e discriminazione, partire dal loro essere donne migranti in comunicazione con altre donne è una scelta strategica per tessere i fili di una inclusione attiva e partecipe.
 

Si cercherà allora di trovare spazi di incontro, dove similarità e differenze si mescolano in modo non conflittuale: ci sono infatti cose che le donne, proprio per essere tali, condividono. Il progetto si pone come laboratorio di sperimentazione, con l'ambizione di trasporre buone prassi nella sfera del sociale.
 

Consapevoli che la complessità legata alla femminilità migrante debba essere affrontata attraverso sguardi differenti, questa ricerca si avvale di una fertile collaborazione: i due ambiti, quello delle scienze sociali e quello delle arti visive, si incontrano per stimolarsi e compensarsi reciprocamente.
 

Nasce così l'idea di laboratorio: a partire dall' interrogativo “qual è il significato di femminilità?", concetto a volte tanto sfibrato ma per fortuna tanto poco delimitabile ed in constante rinnovamento, verrà intrapreso un cammino comune di e con donne di provenienze geografiche disparate. Forti di questo bagaglio, si tenteranno di tenere unite visioni tanto diverse, di riuscire soprattutto a farle scorrere insieme, per guardarle tutte, perché tutte degne di ascolto e rispetto. Si immagina un percorso denso di chiacchiere, fitto di confidenze saporite, un fluire di storie disparate e per questo interessanti, esperienze con partenze disgiunte, lontane ma confluite tutte nello stesso Continente, Nazione, Città. La stanza che ospiterà il laboratorio sarà il punto di arrivo e per questo di partenza per prolungare e accrescere un sapere, quello dell’esser persona mobile, fluida e influenzabile, affinché le migrazioni rappresentino un’opportunità per tutti, opportunità culturale e personale di crescita.
 

Attraverso il linguaggio delle arti visive, si percorreranno allora alcune rappresentazioni delle forme del femminile dall'antichità all'oggi. Soffermandosi prima sullo sguardo dell’uomo, sull’immagine che questo ha restituito delle donne, magnificandole a volte, altre travisandole, il progetto guarderà poi alle artiste che di sé e del mondo hanno dato tutt'altra idea.
 

Il laboratorio si articolerà in una serie di incontri di carattere sia teorico che pratico. Attingerà a fonti disparate, per epoca e provenienza, alternando momenti di ricerca, a interviste, momenti di riflessione condivisa e sperimentazione. Soprattutto, si intenderà l’arte come forma attiva di percepire e operare all’interno della realtà.
 

L’uso di materiale letterario selezionato per soggetti e periodi andrà a seguire e rafforzare il percorso teorico-artistico intrapreso: immagini e testi saranno i punti di partenza per dibattiti, occasioni di scambio tra differenti esperienze di femminilità,

stimolando anche una riflessione e una ricerca personali.
 

In prossimità di ciascun incontro sono previste video interviste di tipo qualitativo tese a raccogliere le storie di vita delle singole donne.
 

Dopo il vivace percorso di ricerca e sperimentazione ci rivolgeremo apertamente a un pubblico: i visitatori saranno invitati ad accomodarsi per ricevere un gesto o un attributo di imprevista femminilità.

 

I laboratori saranno condotti da Alessia Belli (scienziata sociale e formatrice) e Cristina Pancini (artista visiva).

 

La documentazione fotografica del laboratorio sarà seguita da Marina Arienzale
 

 

. tematiche.

maschilità /femminilità -- corpo -- maternità--travestimento e trucco -- .

 

 

. incontri .

Il percorso si compone di 12 incontri per una durata complessiva di 5 mesi e si rivolge a circa 15 donne straniere e italiane.

 

Febbraio 6 e 20 -- Marzo 5, 12 e 19 -- Aprile 2, 16 e 30 -- Maggio 7 e 21 -- Giugno 4 e 11 -- Evento finale 14 giugno

 

Gli incontri si svolgeranno il sabato dalle 15.00 alle 18.00 presso la sede dell'Associazione Culturale Bangladesh, in Via Marco Perennio 24/16 ad Arezzo.

 

 

 

Con: Abdullaeva Yulduz Stella, Ali Addo Yasmin, Barbagli Margherita, Cavero Gloria, Demarchi Denise, Di Somma Valentina, Ezouatni Khadija, Fichiosi Lidia, Gnaldi Elena, Maccherini Vanessa, Majid Dounia, Mohamed Ali Shukri, Paz Ponce Adriana, Stancu Roberta, Testi Arianna. 

 

 

 

Progetto sostenuto grazie ai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.